venerdì 17 maggio 2013

pensieri sull'Ironcat




sabato scorso ho preso parte ad un Triathlon su distanza Ironman in Catalunya, una gara, sul piano organizzativo ed umano, che non mi aspettavo.
Cosa mi aspettavo? Mi aspettavo ad una gara fatta tanto per fare, con pochi mezzi e grupponi di drafters in bici che si tiravano l'uno con l'altro, e si che i presupposti c'erano tutti, un sito internet poco aggiornato, come anche la pagina su facebook, ed un circuito piatto con drittoni infiniti.

Alla fine invece...... un ambiente meraviglioso, già nel briefing mi son piaciuti molto i discorsi degli organizzatori (solo in spagnolo ma si capiva molto bene), dove dicevano che la gara si regge grazie a tanta gente che ama questa gara e tanti volontari che regalano una giornata del loro tempo per aiutare gli atleti ad avere una bella esperienza. Il giorno dopo, alla partenza, l'ambiente non é diverso, e la prima prova me la da una donna del luogo che per far parcheggiare il mio berlingo, sposta la sua macchina in un parcheggio piu' stretto e mi fa gli auguri per la gara.
In zona cambio (tranne il mio vicino) c'è una buona complicità, se qualcuno ti puo' dare una mano te la da volentieri, come per chiudere la muta e/o prestarti la pompa e/o scambiare due chiacchere.

Durante la bici non ho visto una scia, un gruppo, e tanti volontari che presidiavano ogni incrocio sul percorso o che cercavano in tutti i modi di porgerti nel miglior modo possibile il rifornimento. Anche se il tempo di una o due persone mi lascia qualche dubbio......

Nella corsa, rifornimenti sempre freschi, volontari anche qui pronti a metterti anche la crema solare, pubblico che oltre che per i propri cari faceva il tifo anche per tutti gli altri, certo non c'erano i 150.000 di Copenhagen, ma é stato bello ed emozionante lo stesso, passare con le "ole'" dei bimbi aiuta di molto negli ultimi km di corsa, Come anche i cinque dei volontari nell'ultimo giro.

L'arrivo é sempre emozionante, e anche le pacche sulle spalle degli organizzatori e del vecchietto, anch'esso volontario che ti chiede di cosa ho bisogno, se ho fame o se voglio bere qualcosa o se serve un medico mentre ti guarda e ti sorrride. L'organizzatore che vedendoti li seduto, ti viene a chiedere com'è andata e se mi é piaciuto e a scusarsi se magari non era all'altezza di un Challenge o un IM.

Poi va be te potevi magnà e beve l'impossibile, paella catalana, salsiccioni, spiedini, bocadillo con prosciutto, frutta, caffé, cioccolata, BIRRA!!!, acqua, iso, DONUT!, patatine, patatine fritte e altro ancora!

Riguardo la mia gara, non ho sofferto minimamente nel nuoto (c'è da dire che sono anche andato lento), il crampo, all'uscita dall'acqua, ha rotto un po' le uova nel paniere, in bici potevo dare di piu', come a corsa, ma é una gara lunghissima e non si sa mai come si puo' evolvere, é sempre meglio rispettare la distanza e provare a conoscersi un po' meglio. Son sempre piu' convinto che una buona gara la fai solo con un buon bagaglio di esperienza, e questo bagaglio mi manca ancora

4 commenti:

  1. alla fine ironman, challenge o superlungo...è sempre un viaggio mistico bellissimo. grazie ai tuoi racconti ora terrò conto, sia di copenaghen che dell'ironcat per il futuro ;)

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    1. son ricordi che rimangono indelebili!

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  2. comunque sono già due volte che citi sto tizio italiano che ti stava sulle palle...secondo me meriterebbe un approfondimento a parte :)

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    1. no non era italiano, ma basco! e forse ne raccontero'

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